1. ... 2. La musica 3. I miei amici 4. La montagna 5. Complicarmi la vita
Odio
1. Nessuno in particolare 2. Aspettare i ritardatari 3. 4. 5. Complicarmi la vita
Dicono di me
lu|nà|ti|co 1 agg., s.m. che, chi ha carattere volubile, instabile e umore incostante o facile ad alterarsi 2agg., s.m. soggetto ad accessi di pazzia 3 agg. della luna: un orto posseduto da una incantazione lunatica (D’Annunzio)
uhm...non mi altero facilmente e non sono della luna, per il resto ok.
Sogni nel cassetto
Audio
System of a down
Metallica
The Beatles
Pink Floyd
Premiata Forneria Marconi
Dire Straits
Deep Purple
A Perfect Circle
Verdena
Pearl Jam
The Raconteurs
Quintorigo
Audioslave
Calexico
Dredg
Punkreas
Persiana Jones
In Flames
Ludovico Einaudi
Giovanni Allevi
Ashram
Ma ogni giorno vedo la gente diventare cattiva per niente, odiare quella che non conosce, ripetere i tormentoni della televisione invece
di dire quello che c'ha dentro. Allora mi arrabbio. E a me, glielo dico
subito, se la borsa sale o scende non me ne frega niente. Io vedo se
sale o scende l'avidità e la cattiveria. E sa cosa le dico? Ma che
miseria, che crisi! Noi siamo un paese che dovrebbe esportarla
l'allegria, come le arance, aiutare gli altri paesi, potremmo essere
gente che regala la speranza, invece di aver paura di tutto e montare
le fotoelettriche intorno alla casa.
Stefano Benni (1997) Bar sport duemila Feltrinelli Editore
alcune persone si alzano appena inizia il giorno devono andare a lavoro prima che si faccia troppo tardi si siedono nella macchina e guidano per la strada non dovrebbe andare così
ma è quello che fai per guadagnare il tuo salario giornaliero è il tipo di mondo in cui viviamo al giorno d'oggi e non è dove vorresti essere e non è quello che vorresti fare
dammi solo un altro giorno (un altro giorno) dammi un'altra notte (solo un'altra notte) ho bisogno di una seconda possibilità (seconda possibilità) questa volta metterò tutto apposto (questa volta metterò tutto apposto)
te lo dirò per l'ultima volta (l'ultima volta) devo farti sapere (devo farti sapere) che devo farti cambiare idea (devo farti cambiare idea) non ti lascerò andare via, mai
devi guardare la vita nel modo che devi guardare le stelle sotto un albero con quello che c'è in tv non devi importartene
lì c'è violenza, guerre e anche omicidi tutti si ritirano in un nascondiglio a gambe levate ma là fuori il mondo è un bel posto con montagne, laghi e con la razza umana e qui è dove voglio stare e questo è quello che voglio fare
dammi solo un altro giorno (un altro giorno) dammi un'altra notte (solo un'altra notte) ho bisogno di una seconda possibilità (seconda possibilità) questa volta metterò tutto apposto (questa volta metterò tutto apposto)
te lo dirò per l'ultima volta (l'ultima volta) devo farti sapere (devo farti sapere) che devo farti cambiare idea (devo farti cambiare idea) non ti lascerò andare via, mai
dammi solo un altro giorno (un altro giorno) dammi un'altra notte (solo un'altra notte) ho bisogno di una seconda possibilità (seconda possibilità) questa volta metterò tutto apposto (questa volta metterò tutto apposto)
te lo dirò per l'ultima volta (l'ultima volta) devo farti sapere (devo farti sapere) che devo farti cambiare idea (devo farti cambiare idea) non ti lascerò andare via, mai
9594-esimo giorno della mia vita, è pomeriggio, sto cercando di domare forze gravitazionali infastidito da centinaia di microCoulomb, quando una porta si apre. "Uhm...che ci sarà di la? Orchi? Streghe? Discoteche? Governi di centrodestra? Fuck!...ora come ora meglio di Newton e soci"...entro. Buio. Lascio che le mie pupille, tutt'altro che feline, facciano il loro dovere ed ecco che dall'ombra si delineano una scrivania, un armadio, un letto a castello...occhiata al piano superiore "Arrgh!!!...preferisco Newton in versione orco stregato in discoteca munito di tessera F.I.!!!". Passo al piano inferiore "Ma...ma...sono io!!!" proprio così, disteso sul letto ci sono io...sorridente, sono le ore 02:16 del giorno 9594. "Che cazzo sorridi?...coglione! Beh voglio proprio scoprire il perchè di tutta sta felicità!". Sulla somità della capoccia dello Sté dormiente, tra i capelli, si apre un'altra porta...fuck!...entro. Caos. Cerco di mettere a fuoco...in alto: pensieri che sfrecciano zigzagando idrofobici, cozzano, sbandano, si sormontano aggrovigliandosi in intrecci infiniti. A terra: battaglie epiche tra paure ed ansie contro sogni e desideri, duelli all'ultimo sangue, guanti di sfida, mezzogiorni di fuoco. Emozioni esibizioniste, emozioni agente segreto, sentimenti come palazzi...nuovi grattacieli o cumuli di pietre e ricordi come vecchi cinema in bianco e nero o ultime multisala a tecnologia digitale. Una catena di ragionamenti svolazza sulla (e nella) mia testa, è una lunga fila disomogenea di post-it, per lo più gialli, appiccicati l'un l'altro. Agile balzo ed eccomi a ricercare l'equilibrio su quella che mi sembra la testa del convoglio. Post-it n.1 Dialoghi Sté giorno 9593: Padre: "Vientu magnar?" Sté: "Seeh" Bibliotecaria: "Ciao" Sté: "Ciao" G.: "Ciao" Sté: "Ciao" ...: "Ciao" (chissà come si chiama...boh) Sté: "Ciao" Padre: "Vegneo magnar?" Sté: "Ok" Post-it n.2 "...cioè...in tutta una giornata mi sento rivolte 7 parole e rispondo con 5...poi mi danno dello scemo quando dico che voglio andare a vivere da solo in un bosco...almeno se devo star solo lo faccio per mia scelta e non per volere altrui..." Post-it n.3 "...ok dovrei cercare il dialogo con gli altri...ma mi sembra di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato...è come se la mia vita fosse un treno: corre corre... ma non sono nel treno giusto...e forse è troppo tardi per rimediare..." Post-it n.4 "...ad esempio l'altra sera...compleanno in disco (perchè ho detto di si?!?!)...Buttafuori:"Lei non ha l'abbigliamento adatto...non ha la camicia..." certo ovvio! Io odio le camice!!!" Post-it n.5 "...forse anche per 'entrare' nella felicità ci voleva la camicia..." Post-it n.6 "...treno, camicia, addestramento, prigione, bosco...Sté mi hai rotto...ma vaffanculo Sté...pensa a vivere!" Post-it n.7 "Uhahhahaaaah...mi mando in culo da solo :)" Salto giù dai post-it..."Mistero risolto, ecco perchè sorridevo...cazzo Sté, te non sei normale!" Esco dalla mia testa Esco dalla mia pseudo-camera Esco dalla fisica salutando Newton e compari "Caffè!", mi dirigo verso la macchinetta, inserisco le monete, premo il pulsante, attendo... Post-it "...bisogna eguagliare la forza peso alla forza bla bla..." Un altro problema risolto...yeah!
Sento il rumore dei suoi passi che rimbalza nel lungo corridoio, regolare si avvicina. Entra nella mia cella, non sembra incuriosito dal fatto che la porta sia aperta o che non ci sia nemmeno una guardia. Il suo sguardo è preso dalle iscrizioni sui mattoni delle pareti, legge E.:"Into the wild" ...commenta... E.:"bel film, il libro però non l'ho letto..." L'attenzione si sposta sul mattone a fianco è il nome di un cantante. Poi ancora mattoni, altri titoli di film o di libri, nomi di attori, scrittori e band musicali, passatempi, sentimenti, pensieri, eventi e persone...non c'è un mattone vuoto. Senza chiedere, occupa l'unica sedia della cella, si posiziona di fronte a me ed appoggia a terra la sua valigetta. Mi siedo anch'io. Estrae dalla valigetta una penna ed un taccuino. E.:"Salve" Sté:"Salve" E.:"Lei sa già chi sono e perchè sono qui signor Sté...bene, mi spieghi com'è andata..." Sté:"Io? L'ho chiamata per questo! Lei mi deve spiegare com'è andata!!!" E.:"Su su non serve agitarsi..." Sté:... Annota qualcosa...è mancino. E.:"Mi ripeta quello che mi ha detto quando mi ha chiamato..." Sté:"Allora...un giorno mi sono svegliato qui...in prigione..." E."Quando?" Sté:"Non ricordo" Il signor E. è evidentemente agitato (ma non aveva detto che non serviva?). E."Signor Sté, da quanto tempo è qui dentro?" Sté:"Non lo so...giorni...mesi...no! Anni credo" Il signor E. è evidentemente seccato... E.:"Signor Sté, lei è in questa situazione da anni, non sa come, non sa perchè c'è finito e mi chiama solo ora?" Sté:... E.:"Ok, non importa, vediamo di risolvere la cosa senza perdere tempo...mi sembra che lei ne abbia già perso abbastanza..." Confermo. E.:"Una domanda signor Sté...avrà certamente notato che la porta della sua cella è aperta, come del resto tutte quelle della prigione e che non ci sono guardie, non ha mai pensato semplicemente di uscire?" Sté:"Certo e qualche volta l'ho pure fatto!" E.:... Sté:"Ma ogni volta mi risveglio qui..." E.:"Mi sta dicendo che lei a volte esce dalla sua cella e poi si ritrova nuovamente qui?" Sté:"Esatto, a volte esco per pochi minuti, a volte per giorni o mesi..." E.:"Signor Sté il suo caso è davvero singolare...credo dovrò parlarne col direttore, sa dirmi dove lo trovo?" Sté:"Non credo esista...di questa prigione so solo il nome del costruttore..." Indico una pietra del pavimento vicina ad un angolo appena illuminato dalla poca luce dell'unica finestra della cella. Il signor E. si alza per ispezionarla. borbotta alcune cifre...la data di costruzione ormai illeggibile...consumata dal tempo. Più sotto c'è il nome del costruttore... E.:"STE'?!!??" Annuisco. E. viene verso di me guardandomi negli occhi... E.:"Signor Sté, il suo caso è davvero affascinante, ci lavorerò giorno e notte, non si preoccupi...con queste pietre ci si può fare una bella strada!" E. mi porge la sua mano che si blocca al contatto del freddo vetro dell'unico specchio della cella.
"NON SO PERCHE' HO DISEGANTO UN FIOREEEEEE!!!" Rispose infuriato a se stesso. Mentre pensava, aveva tenuto la penna orizzontale per ben dieci minuti ed infine un fiore. Era arrabbiato con se e con quel maledetto vegetale, ma sorrideva.
Si parla del cane di mia zia, o meglio, mia zia parla del suo cane...vuole addestrarlo...una volta ho visto l'addestramento di un cane, l'addestratore era tutto corazzato di gommapiuma ed aveva una frusta, "ha una frusta!" avevo detto! "non ti preoccupare, serve solo a fare rumore!"
Zia S. parla ed io penso...
"...a fare rumore...ma allora non può usare, che ne so, un tamburo? tamburo...batteria..azz devo procurare una sala prove, come si procurano le sale prove?"
Zia S.: ...bla bla bla...che programmi hai per il futuro?
"che programmi ho per il futuro? ...mi ha veramente chiesto che farò in futuro? Ma non stava parlando del cane?"
Sté: ...
Zia S.: non c'hai mai pensato...male, dovresti pensarci
"Come non c'ho pensato? Ci penso eccome! Anche troppo...ma che le dico? che vorrei una famiglia, una casa con un albero enorme di fronte e un cane di nome 'Cane'? e poi come le spiego che non voglio tutte queste cose per 'abitudine' o 'perchè lo fanno tutti gli altri'? Cara zia, io ci ragiono e ci riragiono sulle cose, io non sto a casa a guardare la tv se so che c'è qualcuno con cui parlare! Io non voto una parte politica solamente perchè odio l'altra parte! Io non chiamo Smoke on the water dei Deep Purple 'la sigla di lucignolo'! Zia, il fatto è che 'Cane' e compagnia bella, per ora, non esistono! Nemmeno una briciola! Li devo costruire...mi serve un piano, ma un piano per vivere, non uno per sopravvivere!!! Tutti hanno un piano per sopravvivere ...pure io! Conosco solo una al massimo due persone che hanno un piano per vivere... Zia che ti dico?"
Sté: Stasera, credo, andrò ad un concerto... "speriamo le basti come programma per il futuro"
Zia S.: l'ho sempre dit che te si tutt matt... (Ah il dialetto del Piave!)
"No, io non sono matto! Però credo che servano due piani! Molti non sanno nemmeno di averne uno...non sono matto...forse non sono stato addestrato..."
Mi siedo alla scrivania, pronto per affrontarla. E.D. si presenta chiaramente confusa nel suo abito bianco, la osservo in silenzio...non mi dice nulla. In sottofondo "Rape me" dei Nirvana, non so se sia la colonna sonora appropriata, ma non sono qui per decidere questo. Le do qualche occhiata ed eccola trasferita in un bel vestito quadrettato. Mi dice qualcosa, ma non capisco, cerco di tradurre...lei continua a parlarmi e io continuo a cercare di decifrarla. Le sue parole sono pesanti, piene di significato, ma quale? Sfoglio il libro-traduttore, segno mentalmente le nozioni utili...che ritengo utili...le scarto,memorizzo altre nozioni, registro il suo discorso che sgorga senza tregua dai quadretti. "Rape me" è finita da un pezzo, non so quali canzoni siano passate nel frattempo, stop alla musica! "Voglio uscire da questa stanza!!!" No, sono qui per capirla e non me ne vado senza aver raggiunto l'obiettivo! Ogni volta che la guardo mi ripete il suo discorso apparentemente senza senso...cerco lumi, trovo buii. Crollo sprofondo scendo nella sedia, ricompongo il puzzle, mancano pezzi, terzo grado al libro "almeno tu dimmi qualcosa di sensato! parlaaaaa!". Lo sto per chiudere quando...ecco la chiave, regalo prezioso ed inaspettato (come tutti i regali che ricevo). Puzzle ricomposto, E.D. tradotta e compresa, lei rimane li, io esco, mi distendo su di una panchina sotto un albero, penso alla specie dell'albero...non lo riconosco...non importa!
Ehi ohi...ferma tutto devo ancora rispondere al pronti! No! non sono pronto, si può rifare? uhm...mi sa di no, ok non importa parto comunque! Gioia e rivoluzione! Basta tergiversare, un abbraccio a chi mi vuole bene, due a chi non me ne vuole e tre a chi non sa della mia esistenza! Tornerò vincitore...medaglia d'oro! yeah!!!
Canto per te che mi vieni a sentire Suono per te che non mi vuoi capire Rido per te che non sai sognare Suono per te che non mi vuoi capire
Nei tuoi occhi c'è una luce Che riscalda la mia mente Con il suono delle dita Si combatte una battaglia Che ci porta sulle strade Della gente che sa amare Che ci porta sulle strade Della gente che sa amare Il mio mitra è un contrabbasso Che ti spara sulla faccia Che ti spara sulla faccia Ciò che penso della vita Con il suono delle dita Si combatte una battaglia Che ci porta sulle strade Della gente che sa amare Nei tuoi occhi c'è una luce Che riscalda la mia mente Con il suono delle dita Si combatte una battaglia Che ci porta sulle strade Dalla gente che sa amare Che ci porta sulle strade Dalla gente che sa amare
L'animale da festa che è, o meglio era, in me c'ha lasciati credo nel lontano 88...dopo 20 anni vorrei ricordarlo con un silenzio di durata indefinita in suo onore, infatti il silenzio è mio fedele compagno a tutte le feste a cui, mio malgrado, partecipo. Non hanno fatto eccezione le tre feste di compleanno di questa settimana. Feste varie, diverse l'una dall'altra dal party tipo medie (nomi scritti sui bicchieri, giro di nomi per presentarsi, ed ovviamente c'era anche il panino...forza panino!!! [vedi elio e le storie tese]), alla cena in villa-disco-pizzeria e per finire festicciuola-giardino estivo-pub. Denominatori comuni, la mia presenza semi-forzata e la divisione in due gruppi dei festeggiandi, eccetto qualche temeraria escursione con obiettivo conoscenze di vario genere. Del party medie's style ho già detto abbastanza e preferisco dimenticare, della seconda festa la sola parola disco basta e avanza. La terza invece, ha avuto qualche lampo di positività! Nata sotto la più pessima delle stelle con l'arrivo della festeggiata stranamente abbigliata e colleghe universitarie che di certo non osano bazzicare luoghi tipo "festa dea sardea" (a me immensamente cari,nonostante si tratti pur sempre di luoghi festivi!) e relativi colleghi universitari infighettati fino al midollo e ansiosi di mietere conquiste tra le studentesse (con scambi di posto a sedere del tipo "ok, passiamo alla prossima"). All'altro lato del ring, gli amici della festeggiata vari e variegati, legati dalla loro inossidabile amicizia! Infine tra le due "fazioni" il sottoscritto! Presa in ostaggio una caraffa di spritz, mi sono inoltrato in un abbeveraggio selvaggio e solitario, passato come previsto inosservato dagli invitati conversanti. Dopo il secondo bicchiere, la situazione era più che insopportabile, pensieri di teletrasporti, Spok ed affini erano al loro massimo splendore, violentemente detronizzati dopo la quarta mescita dalla "pistola con un solo colpo"! Insperatamente all'orizzonte sorge la figura di A. che dopo i convenevoli di rito mi ha sapientemente rapito vedendomi nel più completo oblio. Qualche discorso col sopracitato, ma i fuochi del Redentore lo chiamano...così rimango in disparte, cosa che mi permette di pensare ad un piano di fuga dignitoso, pensieri interrotti da un amico variegato col suo "dai Sté, unisciti a noi, mi sembri in castigo!". Ascolto discorsi di vario genere dall'eutanasia alle ferie dei tipi, non rinuncio a prosecco e torta. I variegati entrano ed escono con disinvoltura dal circolo formatosi...finchè rimaniamo solo io ed L.(amica di una dei variegati), già interrogata in precedenza (ovviamente non da me)riguardo provenienza, età, università, dati angrafici ecc. non ho granchè da intavolare...silenzio. L:"beh, credo c'abbiano abbandonati!" con estrema fatica S:"così sembra...si sono spostati a quel tavolo...", L:"forse ti ho già visto in qualche foto, sei amico della E.?"... S:"Già"... L:"forse potremmo spostarci anche noi...ma sarebbe faticoso", gaudio e felicità S:"bene, la pensi come me!"...silenzio. Costretti a traslocare dalle ripetute chiamate della E. ci sediamo al "nuovo" tavolo. Ancora mi faccio avvolgere da discorsi a cui non partecipo finchè sottovoce mi arriva un commento della L. rido...silenzio commento mio, L. ride silenzio, sempre più sollevato si procede a discorsi altrui, commenti sussurrati, birra e silenzi, finchè tutti ci alziamo, saluti, ed ognuno per la sua strada, sono le ore 04:07. Ad onor del vero oggi ci sarebbe stata la quarta festa-cena a cui ho rinunciato per pseudo-impegni presi in precedenza ed in quanto pseudo non si sono concretizzati, almeno ho evitato una festa.